10/08/2008

Pechino: Carlotta strepitosa centra la finale al volteggio.

Dopo un avvio in chiaro scuro a trave e corpo libero, l’imolese ‘esplode’ nella sua specialità dove chiude al sesto posto. Bene anche
le parallele, ma l’Italia chiude al decimo posto e non passa il turno. Domenica 17 sfida a otto per la medaglia.

PECHINO _ Strepitosa Carlotta. Al suo debutto in una Olimpiade la ginnasta
imolese non tradisce le attese e centra la finale al volteggio realizzando
la miglior performance in carriera, sesta delle otto migliori al mondo.

SESTA AL VOLTEGGIO: E’ FINALE. Come i veri cavalli di razza, Carlotta
piazza la stoccata vincente nonostante un avvio di gara (trave e corpo
libero) in chiaro scuro: 15.100 nel doppio avvitamento all’indietro,
15.175 nell’uno e mezzo avanti. La media dei due salti è 15.137, terzo
miglior punteggio dei primi due gruppi, dietro i ‘mostri’ Cheng Fei
(15.912) e Sacramone (15.626). Uno score che vale la finalissima di
domenica 17 agosto, e che, soprattutto, lascia intravedere qualche chance
per il bronzo. Carlotta, però, dovrà salire di livello perché nei
secondi due gruppi, altre tre atlete la hanno sopravanzata, nell’ordine
la coreana Hong (15.725), la tedesca Chusouvitina (15.525) e la russa
Pavlova (15.275), mentre la brasiliana Barbosa (15.050) e la svizzera
Kaslin (14.975) si sono fermate al settimo e ottavo posto. “I

 

COMPLIMENTI DI JURI CHECHI. Il riscontro più significativo sulla qualità della gara di Carlotta arriva niente meno che da Juri Chechi. All’uscita dal National Indoor Stadium il ‘signore degli anelli’ non ha infatti perso occasione di applaudire la prestazione di Giovannini e Parolari, brava anche lei a conquistare la finale del Concorso Generale (dentro anche la Ferrari) a 24.

LA CRONACA. Riavvolgendo il nastro, l’Olimpiade di Carlotta inizia alle 13.38, dopo due lunghissimi e stressanti minuti trascorsi ad attendere il risultato di Vanessa Ferrari, la seconda italiana a scendere in pedana dopo la Bergamelli. L’esercizio di Carlotta non presenta particolare errori, ma non è impeccabile e il 13.900 lo dimostra ampiamente. Nella seconda rotazione l’imolese si cimenta nel corpo libero e, dove però atterra male nella prima diagonale, compromettendo l’esercizio (13.575). L’ora della verità scocca con la terza rotazione, quella del volteggio, vero spartiacque della gara della vice campionessa europea. E Carlotta risponde presente, trovando poi anche una buona parallela (14.475, la migliore delle azzurre), nell’ultima rotazione.